Emilia Miscio: regista dalle mille sfaccettature.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Emilia Miscio, regista dello spettacolo “Sei personaggi in cerca d’attore”: spettacolo che ha vinto il festival Teatramm 2021 e non solo. Conosciamo a fondo Emilia e tutto il lavoro che c’è dietro lo spettacolo stesso.

-Il vostro spettacolo “Sei personaggi in cerca d’attore” è stato vincitore di svariati premi, tra cui il Festival Teatramm. Qual è stata la reazione a caldo quando le è stata comunicata quest’ultima vittoria?
E’ stata una grande emozione e allo stesso tempo una grande soddisfazione vincere il premio più ambito del festival Teatramm’: salire sul palco del Teatro Marconi e ricevere il premio come migliore spettacolo da Emiliano De Martino e Felice della Corte è stato davvero molto emozionante.

-Cosa l’ha spinta a scrivere questo spettacolo? Qual è stata la sua più grande fonte d’ispirazione?
In questo spettacolo ho coniugato la passione per il genere del giallo (sia cinematografico, che teatrale e letterario) – primo fra tutti i grandi gialli di Agatha Christie nelle varie trasposizioni cinematografiche, (pensiamo ad esempio alla serie di casi risolti dall’ispettore belga Poirot) – e il mio lavoro in campo teatrale come regista e autrice, dove in tanti anni sul palco e dietro le quinte ho assistito a situazioni divertenti e anche meno divertenti (fra gli attori o in fonica), che racconto e descrivo nel mio spettacolo, in chiave ironica. Altra fonte di ispirazione è ovviamente anche Pirandello con il suo metateatro, perché “Sei personaggi in cerca d’attore” è soprattutto uno spettacolo di tale genere.

-E’ soddisfatta del percorso che ha avuto\sta avendo questo spettacolo?
Sono molto soddisfatta del percorso che sta avendo il mio spettacolo, mi sono impegnata tanto nella scrittura, nella regia e nel portarlo in diversi teatri di Roma (Teatro San Genesio, Teatro degli Eroi, Teatro delle Muse, Teatro Ghione e a dicembre Teatro Petrolini). Mi auguro che il percorso di questo spettacolo sia ancora molto lungo e che continui ad allietare i tanti spettatori che lo vedranno.

-Parlando della sua carriera personale, quando le è venuta in mente per la prima volta l’idea di “fare teatro”?
Era il lontano 2003 e frequentavo la facoltà di Lettere all’Università. Volevo fare la regista di teatro e così ho iniziato a farlo, studiando tanto, frequentando laboratori, workshop e post laurea dei master con cui ho approfondito le tecniche di regia e di scrittura per il teatro.

-Qual è il progetto al quale rimane più affezionata?
Ogni mio spettacolo è un progetto al quale ho creduto e sul quale ho investito il mio tempo, denaro, sacrifici e riposto speranze. Sono affezionata un po’ a tutti, perché ogni spettacolo ha una sua storia, una sua evoluzione e delle caratteristiche specifiche che gli ho dato. Sicuramente “ Sei personaggi in cerca d’attore” è lo spettacolo in cui credo di più, che ha visto una grossa evoluzione dal 2019 ad oggi e che mi ha dato – come dicevo sopra – delle grandi soddisfazioni.

-Quali sono, secondo lei, gli elementi fondamentali che deve avere uno spettacolo per mantenere viva e costante l’attenzione del pubblico?
Uno spettacolo deve emozionare il pubblico, e con “emozionare” intendo trasmettere un’emozione, quindi anche farlo sorridere dall’inizio alla fine. Si spera che esso non annoi mai, e si cerca di caricarlo di energia, non solo nella scrittura e nelle situazioni, ma anche negli stessi attori che interpretano i personaggi: essi devono essere carichi di energia. Sul palco, anche se indossano le vesti di personaggi lontani dalla realtà, devono cercare sempre di essere credibili, quindi “interpretare” e non “recitare” e metterci tutto l’impegno possibile nella preparazione durante le prove.

-Quindi, quanta valenza ha il pubblico durante la messa in scena di uno spettacolo?
Sono fermamente convinta che il pubblico sia parte integrante di uno spettacolo dal vivo, altrimenti non si parlerebbe di teatro, ma di altro. Durante il lockdown del 2020 ho sperimentato personalmente la regia di uno spettacolo in streaming e posso affermare che il calore e il respiro del pubblico mi sono mancati moltissimo. E’ stata una bella esperienza e sono felice di averla sperimentata, ma essa è “altro” e lontana dalla mia idea di teatro

-Cambiando argomento, cosa si augurerebbe per il teatro italiano in questo periodo storico?
Questo che stiamo vivendo è un periodo storico difficile e ancora per certi versi complicato. Il teatro purtroppo ha vissuto più di un periodo di chiusura, come altre attività lavorative. Personalmente non l’ho vissuto bene, almeno il primo periodo di chiusura, ma poi mi sono rimboccata le maniche davanti alla nuova situazione e sono riuscita comunque a portare in scena alcuni spettacoli e a partecipare a festival e rassegne con diversi gruppi di attori. Mi auguro che le realtà teatrali del nostro territorio non perdano la speranza e la luce, continuino a “fare teatro” e piano, piano, col tempo le cose sicuramente andranno sempre migliorando. Il teatro è vita!

-E come sono, secondo lei, le condizioni per i giovani che vogliono fare teatro oggi?
Al momento le condizioni non sono buone, ci sono poche produzioni, teatri ancora chiusi o che non apriranno più, compagnie che purtroppo si sono sciolte. E’ un mestiere di sacrifici, grandi soddisfazioni, ma pochi vantaggi economici e spesso i giovani – e non solo – devono accompagnare la loro professione per il teatro, alla necessità economica di partecipare a corti cinematografici o pubblicità, sapendo perfettamente che sono due mondi molto lontani.

-Per concludere, cosa si sente di consigliare a chi vuole approcciare all’interno di questo mondo?
Posso consigliare quello che i miei maestri hanno sempre detto a me: studiare, studiare, studiare ed impegnarsi moltissimo, crederci e dedicare a questo mestiere anima e corpo; non sentirsi mai arrivati, ma piuttosto mettersi sempre in discussione e andare avanti verso quella che è la meta che ci siamo prefissati e soprattutto ringraziare chi crede in noi e ci dà delle opportunità lavorative in un periodo difficile come questo.

Natalucci Luisa

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